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Il nostro banchetto è stato inserito sul sito di Beppe Grillo.

Potete leggere la risposta alla segnalazione sul meetup.

Potete vedere la mappa (provvisoria) con tutte le piazze d'Italia che faranno il V2-Day qui.


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creato da: SydBarrett84 alle 12:45 | link | commenti | Reazione dei blog categorie: ceglie messapica, v2-day
sabato, 29 marzo 2008

« Ma tu o Messapo domatore di cavalli...che nessuno né col ferro né col fuoco può abbattere... »

Supponiamo di trovarci nello Yucatan... Poniamo di essere avventurosi archeologi stile Indiana Jones (versione cinematografica romanzata di eccentrici personaggi tipo Hiram Bingham o Heinrich Schliemann)... Ora lasciamo perdere tutto ciò.. tuffiamoci invece nel Sud Est d'Italia, nel tacco orientale, pendici estreme dell'Altopiano Murgiano, confine ultimo di ciò che gli antichi chiamavano Soglia Messapica, la Puglia Iapigia... Oltre di essa e giù fino a Leuca, ecco il Salento... la terra dei Messapi. Popolo orgoglioso e che conosceva molto bene l'arte della guerra:

« Si racconta infatti che Minosse, giunto in Sicania (oggi detta Sicilia) alla ricerca di Dedalo, vi perì di morte violenta. Tempo dopo i Cretesi, indotti da un dio, tutti tranne quelli di Policne e di Preso, arrivarono in Sicania con una grande flotta e strinsero d'assedio per cinque anni la città di Camico (ai tempi miei abitata dagli Agrigentini). Infine, non potendo né conquistarla né rimanere lì, oppressi com'erano dalla carestia, abbandonarono l'impresa e se ne andarono. Quando durante la navigazione giunsero sulle coste della Iapigia, una violenta tempesta li spinse contro terra: le imbarcazioni si fracassarono e giacché non vedevano più modo di fare ritorno a Creta, fondarono sul posto una città, Iria, e vi si stabilirono cambiando nome e costumi: da Cretesi divennero Iapigi Messapi e da isolani continentali. Muovendo da Iria fondarono altre città, quelle che molto più tardi i Tarantini tentarono di distruggere le stesse, subendo una tale sconfitta da causare in quella circostanza la più clamorosa strage di Greci a nostra conoscenza, di Tarantini appunto e di Reggini. I cittadini di Reggio, venuti ad aiutare i Tarantini perché costretti da Micito figlio di Chero, morirono in tremila; i Tarantini caduti, poi, non si contarono neppure. Micito, che apparteneva alla casa di Anassilao era stato lasciato come governatore di Reggio ed è lo stesso che, scacciato da Reggio e stabilitosi a Tegea in Arcadia, consacrò a Olimpia numerose statue »
(Erodoto (VII, 170))

Si racconta, dunque, che da Oria (nell'attuale provincia di Brindisi) essi mossero i primi passi e che giunsero a fondare, secondo una tradizione orale (di cui mancano tuttavia prove definitive), una Dodecapoli Messapica. Dodici città-stato autonome che riconoscevano come capitale politico-amministrativa della federazione Oria, e come capitale militare Ceglie Messapica per la sua posizione strategica contro la nemica Taranto. Già, Ceglie o Kailia, come la chiamavano loro. I cegliesi hanno tuttora molto di quei Messapi: carattere testardo, combattivo, difficilmente assoggettabile al volere altrui. Peccato abbiano anche qualche difetto. Tra questi, io ritengo, il peggiore è la memoria corta.. anzi, cortissima... Può un paese di 20.678 anime (31-12-2006 ISTAT) dimenticarsi delle sue radici? E si badi, non radici medievali o moderne, ma radici classiche, arcaiche, legate ad una storia più vecchia di Roma e di cui il suo territorio serba meravigliose tracce. Ricordo che in Grecia da quattro mura (=pietrame ammassato) si sono ricostruite mitiche città (talora fantasticando, talaltra fonti e documentazione alla mano). E da noi, invece? Il nulla... Tombaroli, storici locali, amministrazioni comunali compiacenti e tanta (tantissima) ignavia dei cegliesi hanno consentito al tempo di cancellare buona parte di quella straordinaria memoria storica che è propria della nostra Terra.
Ne volete qualche prova? Bene, cominciamo..
Ha inizio il volo:



Quella in rosso a sinistra è la Specchia di Faccia Ascuata (SW di Ceglie Messapica, visibile a N e, sullo sfondo, il mar Adriatico). A destra la Specchia Pulledri... Per dettagli e curiosità rimando agli interventi dell'amico Domenico, che di queste cose ne sa molto più dello scrivente... Trovarle non è facile. Specialmente la prima. Ve ne sono diciotto tutt'attorno il vecchio centro di Kailia. Disperse nei terreni, spietrate per costruire muretti a secco, obliterate da boschi inaccessibili e, naturalmente, senza alcuna segnalazione od indicazione. Ma c'è sempre qualche buon contadino disposto a dare la dritta giusta... Volete vedere come Giuseppe Magno documentò fotograficamente la Specchia di Faccia Ascuata in un suo lavoro del 1967 ("Storia di Ceglie Messapica", Schena Editore)? eccola:



E oggi? Possibile sia scomparsa nel nulla? No, certo che no...






Basta solo cercarla... nel fitto bosco della leccieta e querceta nei dintorni della omonima masseria... E' imponente (si veda la persona in alto a sinistra a far da scala). Dal piano campagna alta circa 10-15 m (stimati ad occhio e tenuto conto del contorno boschivo) e con un diametro di 25 metri circa. Insomma, di certo non un puntino isolato...
Ma il buon Magno ci documenta anche l'esistenza di una cinta muraria di collegamento tra le varie specchie, oltre che di fortini (sì, fortini militari...) nelle vicinanze...






Di questi ultimi, ahimè, v'è traccia nella boscaglia... Ammassi di pietrame di cui risulta tuttavia ancora evidente una base circolare, mal conservata ed ormai aggredita dalla vegetazione... Non siete sazi? Continuamo...




In poco più di 40 anni s'è fatto dunque scempio di un patrimonio di inestimabile valore. Fossimo stati in Svezia, ci avrebbero fucilati (e con tutte le buone ragioni...).
E si potrebbe continuare ancora per un bel po'. Ma il Sadismo non è di casa, per cui torniamo ai nostri giorni. Ecco la Specchia di Capece (zona S-SE, lungo il confine tra Ceglie e Francavilla Fontana):





E' molto più agevole arrivarci, dal momento che di boscaglia qui non v'è ombra... Consiglio vivamente tuttavia la solita interrogazione al contadino locale. Vi ci indirizzerà in un baleno... L'agevole accessibilità ha reso la Specchia di Capece anche una tra le più colpite dalla furia "archeoclastica" (neologismo coniabile all'uopo) del cegliese, pur mostrando ancora la sua originaria imponenza. E' costruita su tre cortine di varia altezza (complessivamente si arriva sui 15-20 metri di altezza e 20-25 metri di diametro medio, data la forma subcircolare). La prima cortina dà ospitalità ad alcun allegri ulivi.... Non ci credete?



Sulla destra si nota il congiungimento ad un "punto triplo" di cinta muraria. Ma eccovi la specchia da altra prospettiva (dalla sua cima si domina un panorama incredibile: Ceglie, Francavilla ed Oria sembrano a due passi...).





Continua....
creato da: andreafe alle 12:52 | link | commenti (4) | Reazione dei blog categorie: ambiente, report, orrore, ceglie messapica, beni archeologici
venerdì, 28 marzo 2008

L'orrore





Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei...
...Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l'orrore. L'orrore ha un volto e bisogna essere amici dell'orrore. (Col. Kurtz)
creato da: DylanDog84 alle 00:47 | link | commenti (5) | Reazione dei blog categorie: satira, elezioni, orrore
martedì, 25 marzo 2008

Volantino V2-Day e Volantino Non Voto

Ecco in anteprima i volantini che distribuiremo nei prossimi giorni, scaricateli e diffondeteli liberamente:



m_V2dayVolantino V2-Day a Ceglie Messapica




m_NonvotoVolantino per la campagna del non voto



creato da: SydBarrett84 alle 17:18 | link | commenti (24) | Reazione dei blog categorie:

LO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA SECONDA MODERNITà

ll ciclo della prima modernità industriale, con la sua globalizzazione, raggiunge  la crisi nel momento della sua  massima espansione. Tramonta il mito della crescita economica che ha riempito il dibattito internazionale dopo la caduta del muro di Berlino. Restano  questioni irrisolte: l'insufficienza delle risorse naturali, la povertà crescente, la crescente iniquità distributiva, l'incapacità di assicurare la pace e la sicurezza agli uomini e di contrastare il degrado dell'ambiente. Lo spartiacque può essere fissato idealmente  all'11 settembre 2001, data della distruzione delle torri gemelle di New York, quando la percezione del rischio si globalizza ed entra in tutte le case.

Il pensiero ecologico sullo sviluppo viene comunemente datato alla pubblicazione de i "Limiti allo sviluppo", oggi avremmo detto limiti alla crescita, (Rapporto del MIT al il Club di Roma; 1972). Il rapporto pone su basi sistemiche il problema dell'incombente esaurimento delle risorse senza chiudere la porta allo sviluppo tecnologico. Seguiranno le crisi petrolifere, Seveso, Bhopal, Chernobyl. La questione ambientale diviene centrale nelle scelte di politica economica a livello mondiale. Il governo dell'ambiente si costituisce le sue sedi istituzionali autonome nei governi, in Europa ed alle Nazioni Unite e nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente. Il decennio di fine secolo è ricco di grande fervore ed ottimismo, che  segna profondamente  il pensiero ecologico. Si parte da Rio de Janeiro, dallo sviluppo sostenibile,  per andare verso Kyoto e l'Assemblea del Millennio con le Presidenze di Clinton e Prodi. C'è l'idea che l'accrescimento generalizzato della ricchezza  con il progresso scientifico e la tecnologia sarà in grado di portare il pianeta oltre i limiti del Rapporto del MIT. 

Una risposta adeguata a quel Rapporto non c'è in realtà ancora stata, se si fa eccezione dalle molte manifestazioni di scetticismo, poco attente agli affinamenti ed alle correzioni che gli autori hanno apportato nel tempo a questa loro prima analisi  A noi rimane il "gusto" di osservare nelle elaborazioni del MIT quelle stesse curve a campana che oggi sono diventate patrimonio comune  con la teoria di Hubbert sul "picco di produzione dei combustibili fossili".  I modelli di crescita esponenziale del primo Rapporto erano alquanto grossolani, infatti le elaborazioni più recenti del MIT li hanno sostituiti con strumenti più sofisticati. Ma leggere nel vecchio rapporto una previsione per la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera all'anno 2000 pari a 365 ppmv contro i 369 ppmv misurati sperimentalmente non manca di dare emozioni particolari al lettore di oggi.Continua a leggere dalla fonte

creato da: Gisan51 alle 14:51 | link | commenti (1) | Reazione dei blog categorie: ambiente, decrescita
venerdì, 21 marzo 2008

L'Altro modello

Domenica 16 marzo è andato in onda sul rai 3 una puntata di Report dal titolo "L'altro modello"; in questa puntata gli ottimi giornalisti della trasmissione della terza rete sono riusciti a smontare il nostro sistema economico attuale, basato solamente sulla crescita di un indicatore, il cosidetto Pil.
La puntata è iniziata con il discorso tenuto da Robert Kennedy il 18/03/1968 all'Università del Kansas, il discorso nonostante sia stata pronunciato ben 40 anni fa è di un attualità disarmante
"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
La puntata è proseguita descrivendo quello che ha fatto la città di Shonau(Germania), dopo la tragedia di Chernobyl dell'86, ossia cercare di liberarsi dalle fonte fossili per adottare un modello di sviluppo basato sulle fonti rinnovabili, perciò da prima i cittadini hanno iniziato ad autoprodursi l'energia(cogeneratori, pannelli fotovoltaici) ed inserire le eccedenze in rete e dopo hanno deciso di comprarsi l'intera rete del paese in cui abitano grazie alla collaborazione dei cittadini che si sono messi insieme e ad una banca che ha creduto in quel progetto.
La puntata è proseguita mostrando altri esempi come il consorzio(insieme di aziende che si regola e si coordina di comune accordo) Apulia che ridà vita ai materiali riciclati, oppure l'interporto di Padova strutturato in modo da far viaggiare le merci su rotaie e solo piccoli spostamenti su gomma, ma anche denunciando l'attuale modello di sviluppo capitalista che non tiene conto delle risorse finite della terra, dei disastri ambientali e sociali mentre prefigura solamente una crescita infinita.
Si è continuato denunciando i guasti del nostro sistema dei trasporti che privilegia la mobilità privata(causa di alte emissioni di Pm10 o polveri sottili, depauperamento delle fonti petrolifere, traffico ed incidenti) a danni di quella pubblica, e mostrando che grazie ad un minimo di organizzazione, si può evitare di far circolare macchine vuote, come ad esempio il carsharing(auto condivisa).
Si è poi mostrato come i comuni possano fare molto ad esempio incentivando la riduzione degli imballaggi(detersivi e latte alla spina, acqua del rubinetto nelle mense pubbliche), inoltre si è dimostrato che grazie ad un attenta organizzazione di piccoli impianti di autoproduzione di energia possiamo diventare autosufficienti e non dipendere più dalle fonti fossili; questo però solo attraverso una riduzione della nostra domanda di energia che passa necessariamente attraverso il risparmio energetico e l'isolamento termico delle nostre case (se abbiamo casa allagata perchè il rubinetto è aperto prima di asciugare per terra tutte le persone dotate di buon senso non chiudono prima il rubinetto?) e non attraverso l'aumento della domanda che porta invece le industrie energetiche ed i governi a cercare alternative poco sostenibili come nucleare, il "carbone pulito" e rigassificatori.
Tutto questo nello stile semplice e schietto di Report, che nella parte finale ci invita ad invertire la tendenza ed a cercare di costruire un modello di sviluppo che tenga conto della inesauribilità delle fonti fossili e della capacità di assorbimento del pianeta Terra, e come ha detto Milena Gabanelli in chiusura di trasmissione"...i limiti ci sono, ma abbiamo ancora tempo, abbiamo denaro, abbiamo risorse, abbiamo intelligenze per cominciare a intervenire la tendenza. Non è poi detto che ci si riesca, ma l’unico modo per saperlo è quello di provare a farlo."
Rimbocchiamoci le mani ed iniziamo a farlo.
creato da: DylanDog84 alle 16:08 | link | commenti (6) | Reazione dei blog categorie: ambiente, economia, report, decrescita
giovedì, 20 marzo 2008

Inaugurazione Blog

Come deciso nell'ultima riunione abbiamo creato questo blog del meetup su splinder. Essendo la piattaforma meetup.com molto enigmatica potremmo usarlo come mezzo per veicolare e facilitare la blogosfera cegliese a interessarsi alla vita del meetup. Potremmo mettere tutte le iniziative e appuntamenti sul blog e poi linkare la discussione giusta sul meetup (cosa che facciamo già in parte su cegliemessapica.splinder.com) e magari ricevere consigli più facilmente dalle numerose persone cegliesi che sono abituate a usare solo splinder. Per cominciare ho invitato tutti i grillini della blogosfera a partecipare e postare a questo blog.

P.S. Il nero è stato scelto per motivi di risparmio energetico.
creato da: GrilliMessapi alle 13:58 | link | commenti (17) | Reazione dei blog categorie: