Blog ufficiale del Meetup "Ceglie Messapica con Beppe Grillo" creato per permettere a tutti di partecipare e conoscere i temi da noi discussi. Contro ogni ingiustizie e privilegi. A favore di un ambiente salubre e pulito. Contro la casta dei giornalisti e dei politici. Per un informazione libera e non asservita alle lobby economiche.
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ll ciclo della prima modernità industriale, con la sua globalizzazione, raggiunge la crisi nel momento della sua massima espansione. Tramonta il mito della crescita economica che ha riempito il dibattito internazionale dopo la caduta del muro di Berlino. Restano questioni irrisolte: l'insufficienza delle risorse naturali, la povertà crescente, la crescente iniquità distributiva, l'incapacità di assicurare la pace e la sicurezza agli uomini e di contrastare il degrado dell'ambiente. Lo spartiacque può essere fissato idealmente all'11 settembre 2001, data della distruzione delle torri gemelle di New York, quando la percezione del rischio si globalizza ed entra in tutte le case.
Il pensiero ecologico sullo sviluppo viene comunemente datato alla pubblicazione de i "Limiti allo sviluppo", oggi avremmo detto limiti alla crescita, (Rapporto del MIT al il Club di Roma; 1972). Il rapporto pone su basi sistemiche il problema dell'incombente esaurimento delle risorse senza chiudere la porta allo sviluppo
tecnologico. Seguiranno le crisi petrolifere, Seveso, Bhopal, Chernobyl. La questione ambientale diviene centrale nelle scelte di politica economica a livello mondiale. Il governo dell'ambiente si costituisce le sue sedi istituzionali autonome nei governi, in Europa ed alle Nazioni Unite e nelle Agenzie per la protezione dell'ambiente. Il decennio di fine secolo è ricco di grande fervore ed ottimismo, che segna profondamente il pensiero ecologico. Si parte da Rio de Janeiro, dallo sviluppo sostenibile, per andare verso Kyoto e l'Assemblea del Millennio con le Presidenze di Clinton e Prodi. C'è l'idea che l'accrescimento generalizzato della ricchezza con il progresso scientifico e la tecnologia sarà in grado di portare il pianeta oltre i limiti del Rapporto del MIT.
Una risposta adeguata a quel Rapporto non c'è in realtà ancora stata, se si fa eccezione dalle molte manifestazioni di scetticismo, poco attente agli affinamenti ed alle correzioni che gli autori hanno apportato nel tempo a questa loro prima analisi A noi rimane il "gusto" di osservare nelle elaborazioni del MIT quelle stesse curve a campana che oggi sono diventate patrimonio comune con la teoria di Hubbert sul "picco di produzione dei combustibili fossili". I modelli di crescita esponenziale del primo Rapporto erano alquanto grossolani, infatti le elaborazioni più recenti del MIT li hanno sostituiti con strumenti più sofisticati. Ma leggere nel vecchio rapporto una previsione per la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera all'anno 2000 pari a 365 ppmv contro i 369 ppmv misurati sperimentalmente non manca di dare emozioni particolari al lettore di oggi.Continua a leggere dalla fonte
